Nel precedente post di questa serie dedicata agli Shinkansen abbiamo curiosato tra le origini dei treni veloci giapponesi; in questo nuovo articolo proveremo a comprendere lo stato attuale.

Cercare di capire le linee ferroviarie giapponesi ha, almeno per me, due scopi: sapere cosa sia possibile raggiungere da Tokyo od Osaka in una giornata di viaggio e memorizzare la geografia del Giappone.

Difatti, per iniziare a comprendere qualcosa, dobbiamo ricordarci che il Giappone è pur sempre un arcipelago costituito da miriadi di isole (ho controllato, sono 14.125). Le più importanti sono però quattro, partendo dal Sud: il caldo Kyushu con Fukuoka e Nagasaki; la più piccola Shikoku; l’Honshu con tutte le città più visitate (Osaka, Kyoto, Nagoya e Tokyo) ed infine il freddo Hokkaido.

Come abbiamo visto, la prima linea ideata e costruita è stata la Tokaido Shinkansen, che collega Tokyo ad Osaka. A questa si sono aggiunte:

  • dal 1972 la San’yō Shinkansen, tra Osaka ed Hakata (meglio conosciuta come Fukuoka) in piena continuazione con la Tokaido, unendo così l’isola del Kiushu al resto del paese
  • dal 1982 la Tohoku Shinkansen, che collega la capitale con la città di Aomori, nel nord del paese
  • dal 1982 la Joetsu Shinkansen che collega Tokyo a Niigata
  • dal 1997 la Hokuriku Shinkansen, che collega Tokyo a Tsuruga nell’ovest del paese
  • dal 2004 la Kyushu Shinkansen, che collega Hakata (Fukuoka) a Kagoshima
  • dal 2002 la Nishi Kyushu Shinkansen, tra Takeo e Nagasaki, sempre nel Kyushu, al momento la più piccola linea
  • infine dal 2016 la Hokkaido Shinkansen da Aomori e Hakodate

In sostanza, nel corso degli anni, è stata costruita una dorsale principale (costituita dalle linee Tokaido, San’yo e Kyushu) lungo l’arcipelago giapponese e delle derivazioni verso ovest, che collegano attraverso i famosi treni ad alta velocità la capitale Tokyo a quasi tutte le altre grandi città del paese (come per l’Italia, il problema è stato attraversare la catena montuosa centrale, per collegare l’est all’ovest). Scrivo quasi perché alcune parti del Giappone ancora oggi non sono state raggiunte dalle linee Shinkansen: parliamo dell’isola dello Shikoku con le sue quattro province (Shikoku 四国 significa letteralmente “quattro province”) e della gran parte dell’Hokkaido, la grande isola del Nord.

Esistono inoltre due altre linee Shinkansen, denominate mini, che collegano sempre la capitale Tokyo a Shinijo (est del paese) via Fukushima ed Akita (nord-est) via Morioka.

Va inoltre ricordato che sono in corso di costruzione il proseguimento della linea Hokkaido Shinkansen per raggiungere Sapporo nell’estremo nord del paese ed infine la più costosa ed innovativa linea Tokyo-Nagoya-Osaka denominata Chuo Shinkansen e caratterizzata dall’uso di treni maglev a levitazione magnetica, in grado di raggiungere una velocità operativa di circa 500 km/h.

Un’altra caratteristica che a noi europei può suggire è che le linee sono gestite da compagnie separate e suddivise geograficamente. Avremo quindi la JR Hokkaido, la JR East, Central, West ed infine la JR del Kyushu. Senza contare tutte le altre e numerose linee provinciali.


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