Nel 1898 il principe Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta, Conte di Torino, Infante di Spagna, nipote del Re Vittorio Emanuele II e cugino di Vittorio Emanuele III si ritrovò a sorbire, nel corso di un banchetto ufficiale presso la Corte Imperiale giapponese 1, un dessert che per lui doveva sembrare sia familiare che alieno: aveva davanti a se un 挽茶入氷菓子 ovvero un gelato al the Hichika (the cresciuto a terra), ovvero, per farla semplice, un gelato al the verde.

Il gelato al the verde, in Giapponese 抹茶アイスクリーム ovvero matcha aisu kurīmu (e non credo occorra conoscere il Giapponese per riconoscere la derivazione dall’inglese ice cream) è come penso immaginiate un gusto di gelato al the matcha del quale posso ritenermi e dichiararmi, senza vergogna alcuna, addicted.
A sua volta, come in un gioco narrativo a scatole cinesi, il the matcha è un particolare tipo di the verde chiamato tencha 2 (碾茶) con delle caratteristiche peculiari:
- deve provenire dalla varietà di the chiamata Camellia sinensis
- deve aver avuto un periodo di maturazione all’ombra
- deve essere poi trattato (trattamento al vapore ed essiccatura) senza essere arrotolato
- deve poi essere ridotto in polvere fina
Il matcha è conosciuto soprattutto per essere impiegato nella parte più importante della famosa ed allo stesso tempo poco conosciuta “cerimonia del the” chiamata originalmente sadō/chadō (茶道, “La via del The”) o anche chanoyu (茶の湯 “acqua calda per il the).
In sostanza, questo tipo di gelato dal gusto tipicamente giapponese (amarognolo e dolce allo stesso tempo ma col tempo il gusto si è smussato e non poco) si è diffuso sempre più con il processo di industrializzazione del comparto alimentare nel dopoguerra ed infine ha conosciuto l’esportazione raggiungendo per primi gli Stati Uniti e passando poi in Europa.
Il gelato viene spesso accompagnato da condimenti o accompagnamenti che per la maggior parte degli occidentali possono sembrare stravaganti: il dango (una palletta dolce di amido di riso), i tayaki (un biscottone a forma di pesce farcito internamente), gli azuki (piccoli e dolci fagioli rossi) o della granita di ghiaccio a scaglie 3.
Se visitate Tokyo, uno dei locali dove trovare diverse varietà di gelato matcha si trova vicino al tempio di Asakusa e si chiama per l’appunto Suzukien Asakusa. Qui troverete diverse gradazioni di gelato – numerate da 1 a 7 – sia per quantità che per qualità di the impiegato.
- Il Principe era in Giappone per un viaggio “promozionale” intorno al mondo: la prima tappa fu New York, seguita dal Giappone ed infine dalla Cina. ↩︎
- Quando trovate la particella -cha in una parola, parliamo quasi sempre di tipologie di the. Difatti cha, chay, shay ed anche te, thenir, teh, tee, tea e thee hanno tutte la medesima provenienza, ovvero la Cina. Curiosità: se il commercio della bevanda è avvenuto via terra, il modo di chiamarlo ha mantenuto l’assonanza con la parola originale cinese cha; se invece lo scambio è avvenuto via mare, tutte le parole hanno in comune la t iniziale. ↩︎
- Parrebbe fosse proprio questo il modo con il quale il daimyo Toyotomi Hideyoshi consumasse la sua variante di matcha gelato. ↩︎

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